La Birmania confina con
Thailandia, Laos, Cina, India e Bangladesh. La Birmania meridionale è
bagnata dal Golfo del Bengala e dal Mar delle Andamane. La parte
centrale del paese è caratterizzata dalla presenza di ampi fiumi e
vaste pianure. Il corso d’acqua principale, l’ Irrawaddy, è navigabile
per circa 1600 km e le piantagioni che si estendono lungo le sue sponde
formano il principale territorio agricolo del paese. Le montagne si
innalzano a est, lungo il confine con la Thailandia, e a nord fino a
incontrare le cime più orientali dell’Himalaya. Il picco più alto del
paese e di tutto il Sud-est asiatico, il Hkakabo Razi (5881 m), si
trova lungo il confine con il Tibet.
Circa
la metà della Birmania è ricoperta di foreste, che rischiano però di
scomparire se non verrà messo un freno alle concessioni (e al
contrabbando) di legname assegnati alla Tailandia e ad altri paesi
asiatici. Circa il 15% del territorio è coltivato, quasi completamente
a riso. La Birmania era in passato il principale esportatore di riso,
ma oggi le vendite sono sensibilmente diminuite. I due terzi della
popolazione sono occupati nel settore agricolo e meno del 10%
nell’industria. Secondo i dati dell’ONU la Birmania è uno dei dieci
paesi più poveri del mondo.
L’anno
è caratterizzato da tre diverse stagioni: quella invernale, fredda e
secca che dura da novembre a febbraio; la torrida stagione estiva da
marzo a maggio; quella dei monsoni, umida e piovosa, da maggio a
ottobre.