Kaladan Press Network: Il lavoro forzato continua senza pause nell’esercito e nei campi delle guardie di confine
Arakan State: L’esercito
birmano e la forza di sicurezza birmana (Nasaka) continua a usare il lavoro
forzato tra i villaggi Roingiya nello Stato Arakan, secondo le parole di un
imprenditore locale. Ogni giorno, almeno dieci abitanti sono costretti ad
andare nel campo dell’esercito o nei campi Nasaka nel nord dello Stato Arakan.
Per esempio, i paesi devono offrire dieci persone ogni giorno al Battaglione
No. 552, della provincia Buthidaung e altre dieci al campo Aung Ming Gala
Nasaka dell’area Nasaka No. 6 della provincia Maungdaw.
Allo stesso modo, nella
provincia di Buthidaung, gli abitanti devono provvedere al lavoro forzato per
il campo dell’esercito Nga Kyin Tauk, il campo Mogh Bill, il campo Khaya Siri e
il campo Dabru Chaung, tra gli altri. Nella provincia di Maungdaw, gli abitanti
devono garantire lavoro forzato in ognuno dei campi Nasaka, compresi di
quartieri generali di Kawar Bill.
I lavoratori forzati devono
costruire strade nei campi, ponti, strutture militari, prendersi cure del
mantenimento del campo, portare l’acqua, cucinare, raccogliere legna, lavare
piatti, pulire il campo, compreso lavare i vestiti delle mogli degli ufficiali,
ha dichiarato uno di coloro che una volta è stato costretto a servire in un
campo militare.
Chiunque manchi di
portare a termine il proprio compito, viene colpito con un bamboo o una canna.
E’ da molto tempo che i militari usano il
lavoro forzato in ogni cosa, dalla costruzione delle strade al trasporto di
forniture militari nei campi più lontani, nelle zone di confine. Molte persone
sono forzate al lavoro contro il proprio volere, compresi bambini e anziani.
Molti soffrono abusi, ha dichiarato un giovane del posto.
L’esercito si affida al lavoro
forzato e altre risorse come conseguenza del fatto che il regime non è in grado
di garantire nessuna forza di sostegno alle loro attività. Quindi, i militari
confiscano terre illegalmente, e con esse bestiame, raccolto e altre proprietà
dalle mani degli abitanti del posto, tutto questo mentre la Birmania ha
aumentato il numero di battaglione dal 1988. L’attuazione della politica di
autosufficienza dei militari locali ha contribuito a minare lo stato di diritto
e rovinare la vita delle comunità locali.
L’ILO ha dichiarato ieri che la
Birmania ha fatto dei timidi progressi nel diminuire l’uso del lavoro forzato.
Steve Marshal, funzionario di collegamento dell’ILO in Birmania ha detto che,
negli ultimi tre anni, ci sono stati “passi significativi” verso l’eliminazione
del lavoro forzato nel Paese.
(Puoi leggere questo articolo su Burmanet)
(12 Luglio 2010)