30/05/2014
Resa nota la proposta di legge contro i matrimoni interreligiosi e le conversioni
secondo i critici sono discriminatorie e contro i mussulmani

Il governo birmano ha iniziato a rivelare  i contenuti delle proposte di legge che i critici sostengono siano motivate ​​da odio religioso  e potrebbero aumentare la discriminazione nei confronti della minoranza musulmana, già oggi emarginata del Paese.

I quattro disegni di legge traggono origine da una petizione presentata al presidente Thein Sein, nel luglio dello scorso anno da un gruppo di monaci buddisti nazionalisti. La petizione chiedeva tra laltro, di limitare i matrimoni interreligiosi e le conversioni religiose.  Secondo i monaci, vi è la necessità di  proteggere la razza e la religione e di sostenere la pace.

Le tensioni tra la maggioranza buddista e la minoranza musulmana in Birmania, sono aumentate fino ad arrivare alle durissime violenze tra buddhisti e mussulmani nel 2012, quando il paese iniziava ad emergere da decenni di regime militare autoritario. Una fazione dei buddisti nazionalisti è stata criticata ed accusata di fomentare le ostilità.

Il primo progetto di legge - derivante da una richiesta presentata da una coalizione di monaci che fanno parte dell'Organizzazione per la protezione di razza, religione e di credo - è stata pubblicata dai media di Stato martedì, con una richiesta di commenti pubblici entro il 20 giugno.  La proposta di legge prevede che coloro che vogliono cambiare religione debbono ottenere il permesso da una serie di autorità locali.

Lobiettivo sono i mussulmani?

Le organizzazioni della società civile ritengono che tale bozza sia motivata dalla preoccupazione di prevenire la diffusione dell'Islam nel Paese a maggioranza buddista.

"L'obiettivo è contro  i musulmani", ha detto Thin Thin Aung, della Lega delle donne birmane, che fa parte di una coalizione di organizzazioni di donne  impegnate contro la proposta di legge sui matrimoni interreligiosi.

"Quasi tutti i punti presenti in queste  proposte di legge hanno come obiettivo i musulmani, si fondano  sullodio contro questa minoranza religiosa."

Il progetto di legge sui matrimoni interreligiosi deve essere ancora pubblicato. Ma Human Rights Watch e altri gruppi per i diritti, che hanno dichiarato di aver visto il progetto di proposta, sostengono che  questo preveda che le donne buddiste siano autorizzate a sposare solo uomini buddisti e coloro che vogliono sposare un buddhista devono cambiare religione. Il pretendente dovrebbe ottenere anche il consenso scritto dei genitori della donna.

Secondo Human Rights Watch, la proposta prevede una pena detentiva di 10 anni per ogni non-buddista che sposa un buddista in violazione di legge,.

Matthew Smith, direttore esecutivo dellorganizzazione per i diritti Fortify Rights, ha dichiarato che la legge "legittimerebbe sul piano legale i timori dei buddisti di uno scavalcamento dei mussulmani ed è palesemente discriminatoria" ha ribadito.

"Il fatto che i legislatori birmani stiano prendendo in considerazione una legge come questa dovrebbe far suonare un campanello d'allarme tra la comunità internazionale. Le discriminazioni anti-musulmane stanno raggiungendo livelli senza precedenti."

Ma Ye Htut, portavoce presidenziale, ha dichiarato  invece che fino a quando il progetto di legge non verrà  presentato, ogni commento sul suo contenuto è "solo speculazione".

"Il comitato che lavora sul disegno di legge prenderà  in considerazione tutti i consigli e le opinioni pubbliche sul loro lavoro", ha dichiarato. "Si devono anche considerare gli articoli della Costituzione che garantiscono nel nostro paese la libertà di religione, e fanno riferimento alle altre convenzioni internazionali sui diritti umani."

Limiti alla dimensione della famiglia

Secondo le organizzazioni per i diritti umani, le altre proposte di legge connesse con quella sulla "razza e protezione della religione" saranno presto  presentate ed includeranno  il divieto di poligamia e limiti sulle dimensioni della famiglia - anche per contenere la crescita della popolazione musulmana. I musulmani in Birmania rappresentano circa il 5% del dei quasi 60 milioni di abitanti.

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