09/02/2012
Il governo birmano ha introdotto un disegno di legge per legalizzare le proteste pacifiche ed ha alleggerito la sua morsa nei confronti dei media.
le riforme politiche e le prossime elezioni suppletive, con la possibilità per la leader democratica Aung San Suu Kyi di entrare in parlamento e magari di ottenere un posto nel governo, sembrano essere sufficienti per un allentamento delle sanzioni economiche. Questo nonostante il fatto che non vi sia alcun impegno alla modifica della inaccettabileCostituzione, che non si garantisca lo stato di diritto, che la legislazione sulle organizzaizoni sindacali non è  ancora attuabile e soprattutto che continuano le violazioni dei diritti umani, il lavoro forzato e il reclutamento dei bambini soldato. Inoltre centinaia sono ancora i prigionieri politici e quelli che sono stati liberati non hanno avuto alcuna garanzia che la loro liberazione è incondizionata.
Sia gli Stati Uniti che l’ Unione europea  si sono dimostrati sensibili alle riforme attuate dal governo sostenuto dai militari, che si appresta a tenere le elezioni  suppletive ad aprile, elezioni  che potrebbero vedere la leader dell'opposizione Aung San Suu Kyi vincere un seggio in parlamento.
Ma le osservazioni del Ministro degli esteri Inglese Hague potrebbero sorprendere alcuni osservatori, soprattutto in considerazione del fatto che la Gran Bretagna è  stata a lungo una forte sostenitrice delle sanzioni nei confronti della Birmania ed ha evitato in gran parte  la rapida approvazione dell’ amministrazione di Thein Sein , spinta da molti Stati membri dell'UE come la Germania.
Inoltre, la legittimità delle prossime elezioni suppletive è stata considerata un importante banco di prova delle intenzioni riformiste del governo, e quindi contribuirà ad orientare il parere sul possibile mantenimento delle sanzioni.
La decisione di iniziare adesso, due mesi prima del voto l’allentamento delle sanzioni, potrebbe probabilmente far  scattare l’ accusa che l'UE è stata precoce nella revisione della sua politica.
La questione delle sanzioni contro la Birmania rimane un contenzioso: i critici sostengono che una tale politica scarsamente mirata è inefficace, anche questo fa male popolo birmano e ostacola il bisogno di aiuti internazionali che dovrebbero raggiungere il paese.
Ma con il governo dominato da ex militari o dei servizi e gli attacchi in corso contro le minoranze etniche, i sostenitori di sanzioni  ritengono che avrebbero dovuto rimanere, ed essere più  mirate nei confronti di  funzionari governativi che sono  considerati come i falchi e  i loro compari d'affari.
quello che infastidisce maggiormente la UE e i suoi  27 paesi è il divieto  per le  imprese europee di lavorare in un paese ricco di risorse come la Birmania, che ha invece aperto le porte  a paesi del calibro della Thailandia, Singapore e Cina,  che hanno miliardi di dollari in investimenti nel
paese nel corso dell'anno passato.
9 febbraio 2012

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