24/12/2009
Stiglitz consiglia al regime di usare i proventi di petrolio e gas più saggiamente – Articolo di Ba Kaung
Pubblichiamo un articolo apparso qualche giorno fa su The Irrawaddy sulla visita in Birmania del Premio Nobel per l’Economia e ex Presidente della Banca Mondiale Joseph Stiglitz. I consigli dell’esperto per riavviare un sistema economico messo volutamente in ginocchio dalla Giunta hanno acceso un bel dibattito sui più importanti giornali democratici del Paese e hanno ispirato una vignetta sullo stesso The Irrawaddy.


"It's in a good shape - Just needs some fine tuning" - Harn Lay

Vignetta - Stiglitz e l

"E' in buona forma - Ha solo bisogno di una sistematina" -
Vignetta di Harn Lay, apparsa il 14 Dicembre su
The Irrawaddy


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THE IRRAWADDY - l Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz ha dichiarato, durante un incontro presso la capitale birmana Naypydaw che i proventi di petrolio e gas, se ben usati, potrebbero aprire una nuova fase per il Paese.
            
Se non valorizzate, queste importanti opportunità  andranno sprecate, ha detto il famoso economista all’incontro “Rifare della Birmani a la coppa di riso dell’Asia”. L’incontro è stato organizzato dal United Nations Economic and Social Commission for Asia and the Pacific (ESCAP) e i Ministri birmani dell’Agricoltura e Irrigazione e il Ministro per la Pianificazione Nazionale e lo Sviluppo Economico.                             

Un comunicato delle Nazioni Unite riferisce l’ex capo della Banca Mondiale ha sottolineato come politica ed economia siano inseparabili. Prima della sua visita, alcuni analisti si sono interrogati sul valore di fare consigli economici ai Generali che hanno una reputazione pessima in fatto di capacità di ignorare gli input degli esperti.      
Affinchè la Birmania assuma un ruolo a livello mondiale e possa raggiungere piena stabilità e sicurezza ci devono essere partecipazione diffusa e processi inclusivi, ha detto Stiglitz.          

L’economista ha anche chiesto con urgenza al governo birmano di promuovere l’accesso al credito agricolo, incrementare l’accesso a semenze e fertilizzanti, aumentare in modo drastico la spesa nella sanità e nell’educazione e creare posti di lavoro ben pagati in agricoltura per stimolare lo sviluppo, aumentare i salari e dare una scossa ai consumi.     

I media di stato non hanno fatto menzione delle parole di Stiglitz sul rapporto tra economia e politica.           

Un rapporto ufficiale da Naypydaw ha citato il Generale Htay Oo, Ministro dell’Agricoltura e Irrigazione, che affermava che la Birmania sta sperimentando gli effetti del cambiamento climatico, dei disastri naturali e di un sistema commerciale internazionale ingiusto.         

Gli economisti hanno individuato un’ampia gamma di criticità affrontate dagli agricoltori birmani e dell’intera economia rurale.             

Gli agricoltori birmani sono costretti a vendere quote stabilite di riso al governo. Un economista birmano, basato in Thailandia, ha detto che sebbene il regime abbia annunciato l’abolizione di questo sistema di quote nel 2003 e la possibilità per gli agricoltori di commerciare i propri prodotti liberamente, tutto è stato riconfermato appena un anno dopo. Gli agricoltori devono ancora vendere quota stabilite di riso al governo e all’esercito, ha continuato l’economista.             

“Il governo forza inoltre gli agricoltori a coltivare zucchero di canna e arachidi che sono spesso incompatibili con quello che la terra può produrre” ha aggiunto.           

Mentre gli agricoltori non hanno accesso ad un vero e proprio sistema di credito che gli renda possibile l’acquisto di strumenti critici come i fertilizzanti o i trattori, subiscano anche la confisca di terre da parte dell’esercito e la mancanza di acqua, continua l’economista.             

“Il governo sta costruendo dighe. Ma loro sono soprattutto per l’elettricità, e quell’elettricità ora va per la maggior parte a Naypidaw” ha aggiunto.          

Un analista ha detto che negli ultimo tempi alcune società legate al governo stanno entrando nel settore agricolo. Sebbene queste compagnie siano libere di esportare soffrono per la mancanza di capacità, che restringe grandemente i possibili profitti.                    

“Queste società stanno trasformando paludi in terre coltivabili, specialmente vicino a Rangoon. Assumono agricoltori per produrre riso, ma i risultati sono scarsi perché non ci sono le capacità” ha continuato l’esperto.      

I proventi di circa 3 miliardi di dollari che si aspettano per il 2010 dalle vendite di petrolio e gas potrebbero essere usati per mettere in piedi un sistema di credito per gli agricoltori, second l’opinione di Sean Tumell, un esparto australiano di economia birmana.             

L’agricoltura rimane il settore principale dell’economia birmana, contribuendo a circa il 44% del PIL. Circa 2/3 della popolazione vive nelle aree rurali, spesso lavorando in piccole fattorie o come manovalanza, soprattutto nelle divisione Irrawaddy, Pegu e Rangoon.           

Gli analisti dicono che per i iniziare un programma di microcredito in Birmania, il governo birmano ha bisogno di garantire lo stato di diritto, la protezione della proprietà privata e un sistema meno corrotto di quello attuale.     

Durante la sua visita di una settimana nel Paese, Stiglitz ha anche viaggiate nelle secche terre della Birmania settentrionale e si è incontrato con persone del posto e alcuni ufficiali. Ha anche speso una mezza giornata vicino a Pagan, secondo quanto è stato riferito dal Responsabile Comunicazione dell’ESCAP Bentley Jenson. 



(Puoi leggere l'articolo in originale su The Irrawaddy)

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