22/01/2017
Conclusioni della rappresentante ONU Lee, al termine della missione negli Stati Rakhine e Kachin
A conclusione della  sua missione la Relatrice speciale ONU per la Birmania Yanghee Lee ha rilasciato una dichiarazione conclusiva nella quale sottolinea come, nonostante i positivi sviluppi nel paese, ci sia ancora una lunga strada da fare affinchè gli individui siano liberi di condividere cosa succede loro, di  vivere pacificamente senza paura.
ha sottolineato come la situazione nello Stato Kachin sia estremamente preoccupante e si stia deteriorando ai confini nord e nelle zone di conflitto stia peggiorando ulteriormente.
Yanghee Lee ha anche aggiunto di aver visitato  il campo di lavoro forzato  di Zin Gyaik,  nello Stato Mon  ( ufficialmente campo di produzione) dove i detenuti sono costretti a vivere con i ceppi ai piedi, anche durante il lavoro nelle cave, in assenza di sistema di reclami indipendente. Ha anche visitato la prigione di Insein e di Buthidaung e Sittwe dove vi sono detenuti accusati per aver sollevato i problemi di violazione dei diritti umani, di aver violato le norme per le assemblee pacifiche, per aver presentato denunce contro il governo. Anche nello Stato Rakhine, secondo Yanghee Lee  più di 450 persone sono detenute a seguito degli scontri del 9 ottobre  e molte famiglie non sapevano dell'arresto dei loro familiari. 
La Rappresentante ONU ha ribadito come permanga difficile l'accesso alle aree di tensione soprattuto per i rappresentanti internazionali e sottolinea la volontà dell'organizzazione a sostenere gli sforzi del governo birmano per promuovere la pace .
"dalle mie riunioni e conversazioni con la Consigliere di Stato e i vari funzionari, posso vedere il loro impegno genuino e la dedizione nel migliorare le condizioni di vita delle popolazioni. In qualche modo questo impegno deve ancora tradursi in azioni reali che siano sentite  sul terreno. Incoraggio il governo a far appello a tutte le comunità del paese perche si comprendano reciprocamente, perche si rispettino l'un l'altro invece di trovare un capo espiatorio per i propri interessi. Sarebbe particolarmente importante che le forze di sicurezza agiscano nei paramentri dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani".
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