30/06/2014
Oltre tre milioni di firme a sostegno della petizione per il cambiamento della costituzione birmana
continua la campagna di Aung San Suu Kyi contro il potere di veto dei militari in parlamento

Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche, che si dovrebbero tenere a novembre 2015, la leader dell’opposizione birmana Aung San Suu Kyi sta rafforzando la sua campagna politica per ottenere il cambiamento della costituzione che le impedisce la presidenza del paese e che assicura in parlamento il potere principale ai militari. Come è noto la costituzione, stilata dalla vecchia giunta militre garantisce ai militari il 25% dei seggi in Parlamento, prevede il loro potere di veto sulle riforme costituzionali, vieta la possibilità di mettere sotto accusa i militari responsabili di violazione dei diritti umani, mentre la maggioranza dei restanti seggi è saldamente in mano agli alleati dei militari: l’USDP, composto prevalentemente da ex militari.

 “Se non cambieremo l’articolo 436 significherà che i militari manterranno il potere di veto su tutto ciò che si vuole o non vuole cambiare nella costituzione” ha sottolineato Aung San Suu Kyi alla Reuters. La leader birmana ha ottenuto un inaspettato sostegno dal Comitato parlamentare che sta esaminando gli emendamenti alla costituzione. Il Panel ha votato a favore del cambiamento della maggioranza del 75% necessaria per una maggioranza dei due terzi, ha dichiarato un rappresentante del comitato, che ha chiesto di mantenere l’anonimato, visto che i lavoro del  comitato sono segreti. Questa modifica faciliterebbe la introduzione di altri emendamenti da parte dell’NLD, compresa la clausola che impedisce alle persone sposate o con figli con cittadinanza straniera di essere eletti alla Presidenza. La maggior parte degli analisti ritengono che questa clausola, la 59(f) sia stata scritta dai militari specificatamente per evitare l’elezione di Aung San Suu Kyi.

Un’ampia coalizione

 Secondo Andrew McLeod, che guida il programma sulla Birmania della Facoltà di legge dell’Università di Oxford, Puntando sulla modifica della maggioranza necessaria per la introduzione di cambiamenti costituzionali, Suu Kyi è riuscita a coagulare a suo favore un ampio fronte.

 “ Molti dei problemi costituzionali riguardano il controllo civile sui militari” ha dichiarato Tom Malinowsky, Vice Segretario di Stato USA per la democrazia, i diritti umani e il lavoro, che ha incontrato la scorsa settimana i rappresentanti dei militari. Gli alleati di Suu Kyi per i cambiamenti costituzionali includono i membri della ‘88 Generation, una associazione di veterani delle proteste studentesche del 1988 contro il regime militare, che stanno lavorando insieme alla leader e alla Lega nazionale per la Democrazia per promuovere una petizione che chiede il cambiamento della costituzione.

Il comitato parlamentare dovrà presentare le sue proposte a febbraio 2015 e anche se raccomandasse la modifica dell’articolo 436, questa dovrebbe essere approvata dal 75% del parlamento, sottoposta a referendum nazionale ed ottenere il 50% dei voti.

Ad oggi la petizione presentatala Aung San Suu Kyi ed i suoi alleati ha ottenuto oltre 3.3 milioni di firme. La campagna è stata lanciata un mese fa e terminerà il 19 luglio. Le firme saranno presentate al parlamento. 

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