3/5/2014
Nuovo rapporto ILO sulle sue attività in Birmania
Nel documento le priorità del governo

Pubblicato l’aggiornamento periodico sulle attività dell’ILO che verrà  discusso al prossimo Consiglio di Amministrazione ILO di marzo 2014,sulle  attività ILO  in Birmania per la attuazione dei principi fondamentali e dei diritti del lavoro. Il documento fornisce un aggiornamento delle attività ILO in Birmania, come richiesto dalla risoluzione adottata dalla 102° Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro del giugno 2013.

Pubblicato l’aggiornamento periodico sulle attività dell’ILO  in Birmania per la attuazione dei principi fondamentali e dei diritti del lavoro. Il rapporto verrà  discusso al prossimo Consiglio di Amministrazione  di marzo 2014. Il documento fornisce un aggiornamento delle attività ILO nel paese, come richiesto dalla risoluzione adottata dalla 102° Sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro del giugno 2013 e  fa un quadro della situazione generale attuale  sottolineando come la transizione da un “lungo periodo di regime militare autoritario e isolato verso una democrazia più ampia ed inclusiva, anche se disciplinata, coinvolga la revisione di ogni elemento della politica, la ristrutturazione e la costruzione di nuove istituzioni di governance, l’apertura economica e cambiamenti sociali.

Il rapporto sottolinea le priorità del governo quali la costruzione di una pace sostenibile con i gruppi etnici, lo sviluppo rurale  e la riduzione della povertà ed elenca tre aree di rischi potenziali per il processo di cambiamento.

La prima  fa riferimento alla stabilità della situazione politica interna in vista delle elezioni e la discussione sugli emendamenti alla costituzione.

La seconda area di rischio riguarda il raggiungimento di una pace sostenibile e i rischi derivanti dal fallimento dei dialoghi di pace ed il ritorno al conflitto armato nelle regioni etniche che avrebbe serie implicazioni sul processo di riforma in corso.

La terza area di rischio riguarda l’emergenza di un movimento estremista nazionalista unitamente ad un serio aumento della intolleranza contro ogni sorta di diversità.  Il documento illustra le attività dell’ILO di Rangoon per quanto riguarda  la strategia per la eliminazione del lavoro forzato, ancora presente in molte aree del paese anche nel settore privato sia per quanto riguarda i contadini  ma anche per quanto riguarda il reclutamento forzato di minori nell’esercito.

Per quanto riguarda la libertà di associazione il documento riporta che nel corso del 2013 si sono registrate 911 organizzazioni sindacali di base e 23 a livello di Township, rispetto alle sole 40 organizzazioni di base presenti nel giugno 2012. Metà dei sindacati registrati sono sindacati di contadini. Ci sono inoltre 21 organizzazioni di base degli imprenditori. Ciò nonostante nessuna federazione nazionale si è potuta registrare. Ciò a causa delle complesse procedure previste dalla legge.

Nonostante gli importanti progressi fatti, son molte ancora le sfide secondo un rapporto di una commissione parlamentare, che ha attirato l’attenzione su:

  • la mancanza di conoscenza dei diritti fondamentali del lavoro (contratti, orari, ferie etc) le azioni punitive intraprese contro lavoratori che cercano di formare i sindacati..
  • le resistenze da parte di alcuni imprenditori alla creazione di organizzazioni dei lavoratori ele azioni punitive assunte contro i lavoratori he cercano di formare sindacati.
  • Il fallimento nella costituzione di efficacicomitati di coordinamento dei luoghi di lavoro come richiesto dalla legge per la risoluzione dei conflitti.

In allegato il testo del documento in lingua inglese.

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