21/06/2010
L'ONU dichiara illegale la detenzione di Aung San Suu Kyi

Traduzione in Italiano da documento originale in Inglese di Freedom Now

Washington, D.C. – Nella giornata odierna Freedom Now ha pubblicato il Parere n° 12/2010 del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria. La sentenza di questo tribunale internazionale stabilisce inequivocabilmente che l’attuale detenzione del leader democratico birmano Daw Aung San Suu Kyi è illegale e viola il diritto internazionale.
    
Nel suo parere il Gruppo di Lavoro dichiara che “il protrarsi della privazione della libertà di Aung San Suu Kyi è un fatto arbitrario e contravviene agli articoli 9, 10, 19 e 20 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Il Gruppo di Lavoro ha inoltre condannato la reclusione illegale da parte della giunta di Aung San Suu Kyi affermando che la stessa “non è stata informata delle motivazioni del suo arresto, non ha potuto adoperarsi efficacemente per opporvisi, non le sono stati forniti i relativi atti, non è stata informata dei suoi diritti, le è stata negata la possibilità di comunicare con il mondo esterno ed è stata arrestata a causa delle sue opinioni politiche”.

Il Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite sulla Detenzione Arbitraria è un organo indipendente e imparziale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Attualmente si compone di esperti di Cile, Norvegia, Pakistan, Federazione Russa e Senegal. Si tratta del sesto parere pronunciato dal Gruppo di Lavoro in cui i termini dell’arresto domiciliare di Aung San Suu Kyi vengono dichiarati in violazione con il diritto internazionale.

Insieme ai suoi alleati, il partito politico di Aung San Suu Kyi, la Lega Nazionale per la Democrazia (n.d.r. National League for Democracy) si è aggiudicato le elezioni birmane del 1990 conseguendo oltre l’80% dei seggi parlamentari. Dopo le elezioni Aung San Suu Kyi ha trascorso 14 degli ultimi 20 anni agli arresti domiciliari. L’ingresso non annunciato e illegale del cittadino americano John Yettaw nella residenza di Aung San Suu Kyi nel maggio del 2009 ha causato l’ultima di una serie di proroghe illegali dei suoi arresti domiciliari.

In una recente dichiarazione trasmessa dai mass-media controllati dallo Stato, il ministro degli esteri birmano ha affermato che la Birmania “è un paese che rispetta sempre le dichiarazioni e le decisioni delle Nazioni Unite, essendo uno Stato membro dell’ONU”. Se ciò fosse vero Aung San Suu Kyi dovrebbe essere rilasciata immediatamente.

“Daw Aung San Suu Kyi compirà 65 anni sabato 19 giugno, un altro compleanno trascorso ingiustamente agli arresti”, ha affermato Jared Genser, presidente di Freedom Now e legale internazionale pro bono della Suu Kyi. “Con la detenzione di Aung San Suu Kyi la giunta militare prosegue nelle sue manifeste violazioni del diritto internazionale e delle decisioni del Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite”.              

(In allegato il testo integrale del documento di Freedom Now e del Parere n° 12/2010 tradotti in Italiano da Birmaniademocratica.org)

(Puoi leggere il documento nell'originale inglese
qui)


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