ITALIA-BIRMANIA INSIEME

A seguito del cambiamento del quadro politico in Birmania, soprattutto dopo le elezioni suppletive dell’aprile 2011, che hanno visto la straordinaria vittoria dell’NLD, il partito fondato dalla Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, sono iniziate importanti aperture democratiche da parte del nuovo governo semi civile. Molte sono le trasformazioni in atto tra cui nuove leggi sulla libertà di organizzazione sindacale, sulla libertà di stampa e di espressione, la liberazione, anche se non in modo incondizionato della maggioranza dei prigionieri politici, una legge sugli investimenti esteri, che dovrebbe permettere, se si baserà sul rispetto dei diritti umani, del lavoro e dell'ambiente, la crescita economica del paese.

Questi mutamenti, seppur importanti, hanno bisogno di essere sostenuti e alimentati, per evitare che il processo in atto possa avere dei contraccolpi negativi.  Il Presidente della Repubblica U Thein Sein  ha promosso, attraverso il Myanmar Peace Center un dialogo negoziale con le rappresentanze degli Stati etnici per arrivare non solo ad un generalizzato cessate il fuoco, ma ad accordi che permettano il superamento di questi lunghissimi anni di conflitti armati, che hanno prodotto violenze, stupri, incendi di villaggi e centinaia di migliaia di sfollati interni e di profughi in altri paesi.  Si dovrà porre fine così anche ai conflitti religiosi e interetnici, che sono sorti in alcune zone del paese e sarà necessario  ricreare le condizioni per uno sviluppo  sostenibile, l'inclusione sociale, la piena  partecipazione alla vita politica di tutti e tutte. Importante sarà contribuire a promouvere il lavoro dignitoso soprattutto per i milioni di giovani e donne che oggi sono sfruttati nelle zone industriali o che sono senza lavoro e senza professionalità alcuna.

Molti sono ancora i cambiamenti strutturali che dovranno essere posti in atto per evitare che questo accada. Primo tra tutti la modifica della costituzione approvata nel 2008, che garantisce un ruolo abnorme ai militari, impedisce l’eventuale elezione a Presidente della repubblica della Leader birmana, prevede il lavoro forzato come possibile sanzione penale e non garantisce l’autonomia e il federalismo per gli Stati etnici. Inoltre  si dovrà vigilare che le prossime elezioni politiche del 2015 dovranno svolgersi in un quadro di trasparenza, inclusione e correttezza.  Le nuove aperture e i gli importanti passi in avanti che hanno ridato speranza al popolo birmano e alle organizzazioni democratiche devono  sostenute e accompagnate, perché coloro che sono impegnati in questo processo  di complesso e faticoso cambiamento, non vengano lasciati soli e  perché si impedisca il ritorno indietro ad paese dominato dalla repressione e dall'autoritarismo.  

Per questo un gruppo di autorevoli organizzazioni ed istituzioni ha ritenuto matura la costituzione di  Italia-Birmania. Insieme. Una associazione che intende aggregare i soggetti italiani e birmani che, per il loro ruolo sociale ed economico, possono promuovere iniziative, progetti e scambi tra i due Paesi, a sostegno degli attori istituzionali, economici e sociali e della società civile birmana, contribuendo così alla promozione del processo di democratizzazione e di pacificazione interna, al rispetto dei diritti umani, alla formazione professionale, ad uno sviluppo compatibile e rispettoso dei delicati equilibri  sociali, culturali e ambientali e a tutela delle importanti risorse naturali soprattutto nel settore del legno, che oggi rappresenta il 16% del totale delle esportazioni, e alla presenza di investimenti esteri responsabili.  

ITALIA-BIRMANIA INSIEME: OBIETTIVI 

Promuovere attività di informazione e formazione dei giovani e delle donne birmane. Promuovere la diffusione di scambi culturali tra Italia e Birmania. Promuovere ed effettuare in modo congiunto con i soggetti e le forze politiche e sociali dei due paesi, studi e ricerche, convegni, seminari sui temi dello sviluppo economico, politico e culturale, della governance, di istituzioni efficienti, della inclusione e della giustizia sociale, della società.

Collaborare alla promozione di scambi tra università e studenti allo scopo di favorire la conoscenza e gli scambi nelle discipline storiche, politiche, economiche e sociali; Organizzare convegni di studio e seminari su argomenti delle dette discipline; Collaborare con altre organizzazioni nazionali, birmane, internazionali, governative o private per l’attuazione delle finalità dell’Associazione.

Sostenere con iniziative formative il dialogo sociale, la attuazione degli strumenti internazionali ONU, ILO, OCSE miranti a promuovere investimenti responsabili, la trasparenza, la lotta alla corruzione e a valorizzare le specificità e diversità culturali presenti nei diversi Stati Etnici birmani.  stipulare contratti e convenzioni con enti pubblici o privati . Potrà partecipare ad altre associazioni, fondazioni e enti pubblici e privati correlati alle finalità della Associazione.

L’Associazione fornirà periodicamente aggiornamenti relativi a: Quadro macroeconomico, diritti umani, sviluppi politici e sociali Dati su società, potenzialità del mercato del lavoro e formazione professionale, investimenti responsabili secondo gli standard più elevati previsti dalle Linee Guida OCSE sulle multinazionali e dai Principi Guida ONU su Business e diritti umani. Risorse naturali, protezione dei beni culturali e tutela ambientale/inquinamento. 

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