19/05/2014
Enorme manifestazione a Rangoon a sostegno di Aung San Suu Kyi e i leader delle organizzazioni democratiche
La leader birmana si allea con le organizzazioni democratiche per la modifica della Costituzione

Gli attivisti democratici hanno aderito alla manifestazione tenutasi sabato 17 maggio a Rangoon dalla leader birmana Aung San Suu Kyi, per chiedere il sostegno all’approvazione degli emendamenti alla Costituzione prima delle elezioni generali della fine del 2015. Migliaia di sostenitori del partito e di leader dei più importanti gruppi di attivisti degli studenti, compresa la 88 Generation e la  Peace e  Open Society hanno partecipato alla manifestazione di Rangoon. Aung San Suu Kyi ha dichiarato che l’attuale costituzione deve essere emendata se si vogliono rispettare le norme democratiche e far si che le elezioni siano libere ed eque. L’attuale costituzione stabilisce che senza il voto favorevole di oltre il 75 % del parlamento non possono essere introdotte modifiche al testo. I militari detengono il 25% dei seggi e possono porre il veto e impedire ad Aung San Suu Kyi di candidarsi alla presidenza della repubblica.  Il primo fondamentale cambiamento riguarda la modifica della sezione 436 che prevede che ogni modifica della costituzione debba essere approvata da oltre il 75% dei parlamentari.  La costituzione stabilisce che chiunque abbia sposato un cittadino o una cittadina  o ha figli  con cittadinanza straniera, non possa essere eletto presidente. Molti altri articoli sono oggetto di proposta di revisione e molte proposte di cambiamento puntano a  rafforzare l’autogoverno nelle regioni dei paese dominate dalle minoranze etniche.  Oltre al passaggio parlamentare, si dovrà tenere un referendum nazionale che dovrà raggiungere una maggioranza del 50% degli aventi diritto al voto.  Alcuni analisti sottolineano che sarà difficile emendare la costituzione visto l’opposizione dei militari. Ciò nonostante il Presidente U Thein Sein ha dichiarato che le forze armate continueranno a svolgere un ruolo nella transizione verso la democrazia, mentre il Generale Capo della Difesa, Min Aung Hlaing, ha sottolineato che il ruolo delle forze armate è quello di tutelare la costituzione. U Thein Sein  ha anche  ribadito la necessità di effettuare delle modifiche costituzionali e che si dovranno tenere delle elezioni libere ed eque in un quadro legale e senza danneggiare la sovranità nazionale, mettendo in guardia che eventuali tensioni non faranno bene al paese e che il suo popolo ne risentirebbe. La richiesta di modifica della costituzione viene sostenuta da una campagna di raccolta firme, che inizierà il 27 maggio e terminerà il 19 luglio. Aung San Suu Kyi ha asserito nel suo intervento che bisogna conquistare i cuori  e la mente della gente è l’unico modo per vincere le elezioni e che la modifica della costituzione è fondamentale anche per costruire  in parlamento la fiducia e lo stato di diritto. Il parlamento dal canto suo ha costituito a febbraio un Comitato per la attuazione degli emendamenti costituzionali. Il comitato dovrà effettuare una analisi delle singole sezioni della costituzione per valutare se devono essere emendate o meno. Con questa campagna  Aung San Suu Kyi punta a rafforzare la riconciliazione nazionale e a promuovere una democrazia matura e rispettosa. La leader sta tenendo una serie di manifestazioni nel paese per ottenere il consenso popolare e convincere i militari e il governo a cambiare posizione per emendare la costituzione. Il portavoce del parlamento U Shwe Mann ha chiesto al comitato di concludere i lavori entro sei mesi ovvero entro le elezioni del 2015. Nel frattempo entro la fine di quest’anno sono in programma le elezioni suppletive per la sostituzione dei parlamentari che hanno assunto altri incarichi.  Il presidente della Commissione Elettorale dell’Unione,  (UEC) U Tin Aye ha comunicato al parlamento che la data delle elezioni suppletive per la scelta di 30 seggi parlamentari rimasti liberi, in tutti e tre i livelli delle Camere alte e basse a livello, regionale o del parlamento statale è prevista per la prima settimana di dicembre. I trenta seggi vacanti comprendono 13 seggi nella Camera bassa, 6 della Camera Alta, e 11 nel parlamento regionale o statale.

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