31/01/2015
Il monaco nazionalista Wirathu pittbul del regime birmano.
condannato a 25 anni di carcere nel 2003 e liberato nel 2010 serve al governo birmano per la sua campagna contro i mussulmani Rohingya.
  • Il monaco terrorista birmano Wirathu è intoccabile nel paese. Nel 2003 venne condannato a 25 anni di carcere, ma fu rilasciato nel 2010 insieme ad altri prigionieri politici. La maggior parte degli osservatori più attenti conoscevano la ragione per la quale questo zelota anti mussulmano è stato liberato dal regime. Doveva servire da pitbull e da incitatore perché si realizzassero crimini basati sull’odio e sulla pulizia etnica nei confronti della minoranza mussulmana, e in particolare dei Rohingya che vivono nello Stato Arakan (Rakhine) al confine con il Bangladesh. E Wirathu continua a servire il regime. E’ diventato con efficacia, l’immagine del buddhismo birmano. Il suo movimento fascista “969”. Ha prodotto una serie di crimini d’odio e campagne che puntano al genocidio contro la minoranza mussulmana, lungo tutto il paese, dominato dai buddhisti ed ha brutalmente trasformato in senza casa più di un milione di rifugiati Rohingya. Molti mussulmani birmani stanno rischiando le loro vite per fuggire da questo covo di odio e intolleranza che una volta veniva chiamato Birmania. La situazione interna è così pericolosa particolarmente nello stato Rakhine, che anche i rifugiati Rohingya che vivono in condizioni orribili i campi improvvisati nel distretto di Cox’s Bazarin Bangladesh, non vogliono tornare nella loro terra ancestrale nel paese buddhista.
  • Questo è quanto ha prodotto il terrorismo buddhista sulle proprie vittime. E da quando è stato rilasciato dal carcere, la firma di Wirathu è ovunque in queste attività genocide, contro la minoranza mussulmana.

  • Recentemente Wirathu ha nuovamente mostrato quanto sia un mostro e un orrendo diavolo. Ha avuto l’audacia di chiamare l’inviata speciale ONU Yanghee “una puttana” e una “cagna”. Qual è stato il crimine della Sig.ra Lee? Beh, la Signora Lee ha effettuato una missione di 10 giorni nel paese del Sud Est asiatico, ed ha dichiarato che i Rohingya sono vittime di una discriminazione sistematica. Ha criticato la bozza di disegno di legge proposto da una coalizione di monaci buddhisti nazionalisti, che include delle limitazioni ai matrimoni interreligiosi e alle conversioni. Tutte queste richieste, se si vuole chiamare le cose con il proprio nome, erano troppo perché il monaco Wirathu le potesse digerire. Come riportato dai media locali, parlando ad una manifestazione pubblica, ha criticato le interferenze ONU ed in particolare la Signora Lee. “abbiamo spiegato la legge a tutela della razza, ma la puttana ha criticato le leggi senza averle studiate in modo corretto.” Ha detto dal palco rivolgendosi alla folla.“non pensare di essere rispettabile per via della tua posizione. Per noi sei una cagna”.
  • E ancora oggi, nonostante le condanne arrivate da tutto il mondo per queste frasi sessiste e insultanti, il governo birmano non ha ridotto al silenzio il loro pitbull: Wirathu, il monaco sboccato. Non sono sorpreso, come accennato, lui è il loro uomo, il loro diavolo che fa il loro gioco, che mira alla pulizia etnica dei mussulmani dalla faccia della Birmania. I mussulmani sono stati puniti per decenni dal governo birmano. Lo scorso anno il Fortify Rights, un gruppo per i diritti umani, ha fornito l’evidenza che le discriminazioni dei mussulmani facevano parte della politica dello stato. Era premeditata e decisa. Le ordinanze governative emerse da documenti trafugati evidenziavano “le politiche statali persecutorie” nello Stato Rakhine. In un rapporto Fortify Rights ha scritto di aver analizzato d12 documenti governatividal 1993 al 2013 ed è emerso le politiche del governo hanno imposto restrizioni severe sulle libertà fondamentali dei mussulmani Rohingya dello Stato Rakhine”. Il rapporto evidenzia comele politiche limitassero “i movimenti, i matrimoni, le nascite, le ristrutturazioni di luoghi di culto”, e si proibiva ai mussulmani Rohingya di spostarsi tra le township o fuori dello Stato Rakhine senza l’autorizzazione. Il rapporto affermava che una ordinanza governativa stabiliva che coppie Rohingya sposatein una parte dello Stato Rakhine non potevano avere più di 2 figli, mentre un altro documento affermava che i Rohingya dovevano chiedere l’autorizzazione per sposarsi in un modo descritto nel rapporto come “ un processo umiliante e proibitivo sul piano finanziario”.
  • Un documento pubblicato dal rapporto affermava che i funzionari dovevano forzare le donne ad allattare i propri figli quando si avevano dubbi sul fatto che lei fosse o meno la vera madre. Le restrizioni contro i Rohingya si sapevano da tempo ma quello la novità a febbraio 2014 per la comunità internazionale fu chegli attivisti avevano dichiarato di essere in possesso delle ordinanze ufficiali emessi dal governo locale a maggioranza buddhista nello Stato Rakhine. E’ passato quasi un anno dalla pubblicazione del rapporto di Fortify Rights e non è successo niente che giustificasse il regime criminale birmano e la sua base omicida, nella comunità buddhista e che modificasse queste politiche contro il popolo Rohingya che rimane il popolo più perseguitato dei nostri tempi.
  • La settimana scorsa l’ONU ha approvato una risoluzione che chiede alla Birmania di concedere la cittadinanza al popolo Rohingya. E sarà molto improbabile che il regime acconsentirà. Il suo pit bull, la faccia del Buddhismo birmano, ha aperto la sua bocca orrenda ed ha insultato l’ONU di cui la Birmania rimane membro. Il capo dei diritti umani dell’ONU Zeid Ra'ad Al Hussein, ha lanciato un appello ai leader politici e religiosi in Birmania, affinchè condannino inequivocabilmente tutte le forme di incitamento all’odio, incluso gli attacchi pubblici personali contro la Signora Lee. I monaci buddhisti sono una potente lobby politica in Birmania. Con le elezioni generali previste per quest’anno dubito che qualche leader si pronunceràe rischi che Wirathu e i monaci fascisti si rivoltino contro di lui. Sarebbe stupido se la comunità mondiale si aspetti l’impossibile dalla Birmania. Dovrà adottare delle azioni che siano significative e che interrompano l’esiinzione del popolo Rohingya. Come ho detto più volte, alimentando un asino solo a carote non risolve il problema. Solo sanzioni efficaci possono convincere il regime di pariah birmano e il suo pit bull Wirathu. Quando sentiranno il dolore capiranno cosa viha contribuito. E forse modificheranno al meglio il loro percorso demoniaco.
  • Asian Tribune -

 

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