16/09/2014
opposizione degli abitanti di un villaggio sulla costa contro il taglio delle foreste di mangrovie
il recupero delle terre per la costruzione di complessi alberghieri potrebbe causare forti effetti negativi in caso di disastri naturali

RANGOON — gli abitanti del villaggio di  Chaung Tha nella Divisione  Irrawaddy si sono opposti al progetto di recupero delle terre che avrebbe significato la eliminazione delle foreste di mangrovie per permettere la costruzione di case lungo le spiagge del villaggio. Gli abitanti affermano che le mangrovie li hanno protetti dai disastri naturali, compreso a seguito del ciclone Manlar che aveva colpito la zona nel 2006. La foresta di mangrovie presa di mira si trova all’interno della striscia principale di spiaggia di Chaung Tha, luogo previsto per la costruzione di un complesso di alberghi. Nonostante le obiezioni, una azienda, la Sunlight sembra stia andando avanti con il progetto e ha già iniziato a tagliare  le mangrovie su due acri e mezzo di zona acquitrinosa che dovrebbero  essere  recuperati. Il riempimento dei suoli è previsto per la fine del mese e i progettisti presumono di vendere i lotti residenziali  di 40x60 piedi sui suoli recuperati. Se le mangrovie venissero abbattute i residenti temono una accelerazione dell’erosione delle aree intorno al villaggio a causa delle doppie maree. Lo scorso anno  la Sunlight ha cercato di costruire un progetto abitativo su circa 15 acri di terra nella parte orientale di Chaung Tha, alla base della montagna di Daw Na. Gli abitanti dei villaggi hanno rigettato anche quella proposta e, secondo Aye Hlaing, presidente dell’NLD locale, attualmente  il progetto è sospeso. Gli abitanti non sono contrari in linea di principio ai progetti, ma temono i loro impatti negativi di lungo periodo. “ Non vogliamo che si danneggi l’ambiente” ha dichiarato Aye Hlaing all’Irrawaddy”.

 “Chaung Tha subisce la bassa e l’alta  marea. L’acqua arriva sino al luogo che dovrebbe essere recuperato e le acque ristagnano li per circa sei ore a marea.  “Una volta tagliate le mangrovie, l’acqua arriverebbe all’interno del villaggio e il villaggio ha aree acquitrinose, quindi anche le strade subirebbero dei danni”.   La proprietà della foresta di mangrovie è suddivisa tra gli abitanti del villaggio e il ministero delle foreste. Nella zona vengono coltivati anche alberi di palma Nipa e alcuni pescano pesci e granchi nelle acque delle zone acquose. Hin Bi, proprietario del Sunlight ha dichiarato all’Irrawaddy che i piani di sviluppo sarebbero del tutto positivi per la comunità. “il valore della regione aumenterebbe e si svilupperebbe a seguito dei progetti perché la gente comprerebbe i lotti e costruirebbe delle case”.

Maung Maung Than, il coordinatore birmano del Center for People and Forests (RECOFTC), una ONG internazionale,  ha affermato invece che l’integrità della costa di Chaung Tha sarebbe messo a rischio se il progetto continuasse. “Un acro o due di mangrovie può avere un forte impatto” . Maung Pu, un abitante del villaggio e un funzionario della comunicazione del gruppo Generazione 88 e di Open Society, pur ammettendo che i progetti della Sunlight porterebbero ad un aumento significativo del valore delle terre ritiene che  “la sparizione delle foreste di mangrovie può ridurre la proteione dai disastri naturali come la tempesta di Marlar per gli abitanti dei villaggi che comprendono da 3.000 a 4000 famiglie”. “il prezzo delle terre, che oggi è circa 2.580$, quadruplicherebbe una volta che le zone acquitrinose venissero riempite.

 

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